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Commento Foriano, Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te, forio ultimo comune dell'isola, star e trenini, nettezza urbana ed estetica foriana, porto di forio, anonimato e ischiablog
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Commento Foriano di Peppe D'Ambra

Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te

FORIO ULTIMO COMUNE DELL’ISOLA
Anche questa estate a farla da padrone solo l’invivibilità
Certo fa veramente rabbia ad uno come me, che ama profondamente il suo paese di nascita, continuare a dover scrivere sempre le cose che non vanno invece che osannare qualche cosa di positivo; ma sfido chiunque a portarmi un esempio di un fatto positivo accaduto in questa estate che si sta avviando velocemente verso la fine. Al di la di qualche iniziativa privata, da parte dell’Amministrazione pubblica non c’è stata proprio nessuna iniziativa che ha portato il nostro Comune alla gloria della carta stampata.

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ForioNews - Cronaca
Written by Carmine Castaldi   
Monday, 08 February 2010 08:51
There are no translations available.

Replica di Carmine Castaldi

In riferimento  alla proposta allegata alla  email di  giovedi 4 febbraio 2010 ore 15.40 che, incolla integralmente in calce alla presente, il sottoscritto - ultimo in indirizzo  risponde:
a) chi non ha peccato, abbia  il coraggio di scagliare “la prima pietra”;

b) non si associa alla proposta verticistica, elaborata dal “candido-politico” che,  intravede “fareismi e falsi moralismi,” ma ignora “i pubblicani” che,  hanno generato il perverso, assurdo stato di cose, in particolare  post 31 marzo 2003, continuato ed aggravato dopo 13 dicembre 2004 ed oggi protetti dal “Pastore Sociale” impunenente continuano, ignorando le leggi vigenti - frutto della Costituzione Repubblicana - voluta dai nostri coscienti avi;                                    

c) per quant’altro richamo quanto già pubblicamente posto attraverso: “epomeo.eu” ; ” ischiablog.it” ; “ Il golfo” edizione domenica  31 gennaio pag. 12  e martedì 2 febbraio 2010 pag. 13.
 Distinti saluti.

Oggetto :Fw:  d'acunto lamonica sull'abusivismo
----- Original Message -----
From: Lamonica Nicola
To: Antonio D'Acunto
Sent: Thursday, February 04, 2010 3:09 PM
Subject: d'acunto lamonica sull'abusivismo

cari saluti

Allegato
la Conferenza dei sei comuni per il  piano di Rinascita dell’ isola d’Ischia

Il sentimento comune suscitato  in moltissime persone come noi dalle  immagini della casa demolita per abusivismo ad Ischia  e della famiglia che vi abitava  è stato e resta, non quello della vittoria dell’applicazione burocratica della legalità, ma   quello di una profonda tristezza, in fondo, di una ingiustizia morale e  di una incapacità delle Istituzioni nel prevenire tali dramma. Con coraggio, senza fariseismi e falsi moralismi, od anche cecità sulla realtà vera, occorre che tutti,  a partire dalle Istituzioni interessate,  riflettano attentamente su quanto avvenuto ed avverrà ed avviare finalmente un percorso di profondo, radicale cambiamento nella gestione del territorio e dei suoi  valori; e ciò vale  non solo per  Ischia, ma per l’insieme dei luoghi che stanno nella stessa situazione di aggressione e degrado. Questioni fondamentali si intrecciano nella riflessione globale: Ischia è lontana anni luce dall’Isola Verde, meravigliosa immagine che si presentava  appena superata Procida; ed allo stesso tempo la immane colata di cemento che l’ha abbruttita e immiserita cozza con la mancanza della casa di tante famiglie, in gran parte di origine ischitana! Per significativa parte, l’isola  è stata svenduta; molta parte della proprietà  è stata acquisita con danaro riciclato del malaffare e non certo solo di Napoli. Il quadro drammatico è questo: non vi è  paesaggio, scorcio naturalistico dalla grande profondità o del piccolo habitat  che non sia stato deturpato;  ogni ambiente, dei peculiari centri storici o rurale o boschivo, costiero o interno è  stato aggredito, saccheggiato, violentato. Sono scomparsi o sommersi dal cemento i peculiari tetti a cupola, che significavano la conclusione della realizzazione della casa con  la festa della battuta per la tenuta strutturale  e dalle piogge: la festa della famiglia commissionaria della casa con i mastri ed i muratori che l’avevano costruita; le produzioni tipiche dei vigneti, degli agrumeti, degli orti e dei giardini, della autoctona ceramica sono divenute etsrema marginalità se non scomparse-
Eppure in tanto disastro, Ischia, l’Isola con i suoi sei comuni, conserva ancora  infiniti valori, memorie , bellezze, che liberati ed esaltati, costituiscono,  la base fondamentale della qualità della vita degli isolani e la principale fonte della sua ricchezza economica. La questione centrale, oggi di Ischia, è come arrestare definitivamente il processo distruttivo che l’ha caratterizzato negli ultimi decenni e come riqualificare e ridare  ad essa appunto  bellezza, esteticità,sicurezza geologica,  qualità territoriale.  Non siamo certi per il condono edilizio; ma allo stesso tempo riteniamo  estremamente schematico e riduttivo ogni ragionamento che veda in tale operazione la via maestra per salvare Ischia e che veda gli eroi della rinascita dell’isola negli operatori di tale intervento.
Di qui la nostra proposta di fondo: una Conferenza unitaria dei sei Comuni dell’Isola
 perché tutti hanno gli stessi problemi e necessità, con le forze culturali, ecologiste, politiche,  sociali ed economiche,
 con  tutti quelli che amano ancora Ischia,  per costruire il Piano di Rinascita dell’Isola.
Il primo punto è certamente la strategia per la fine della cementificazione dell’Isola, basata  innanzitutto su un concetto fondamentale: se sul piano civile e  penale vi è ovviamente grandissima differenza, sul piano ambientale e di perdita di suolo naturale il costruire legalmente o illegalmente ha spesso identici effetti: se si è vicini alla saturazione ciò che è ancora possibile, se c’è, e laddove totalmente compatibile, va riservato esclusivamente ai grandi bisogni sociali e collettivi. I Piani Regolatori Comunali ed un obbligatorio Piano di  coordinamento isolano degli stessi  devono avere al centro questa impostazione. Centrale è poi la messa in atto di ciò che è mancato nella catastrofe ambientale che ha colpito l’Isola: la prevenzione. Unitamente ad un organico e credibile piano di controlli, la via maestra per la prevenzione è la regolamentazione dell’arrivo sull’isola dei milioni di tonnellate di materiale di costruzione proveniente dai porti di Napoli e Pozzuoli: e’ su questo punto che bisogna innanzitutto battersi per sconfiggere la cementificazione e l’abusivismo ad Ischia, sapendo naturalmente che avversari spietati di questo percorso saranno tutte le forme malavitose legate appunto al ciclo del cemento. Per anni, fino a quando non si sarà persa  completamente l’idea di costruire abusivamente, ogni materiale che va nell’isola già deve avere una sua precisa destinazione. E’ in questo contesto che, coinvolgendo ed “obbligando” gli interessati,  va attivata da parte dei Comuni  una vera e propria  progettazione istituzionale di esteticizzazione del costruito e del suo contesto:  sapendo di aprire un terreno estremamente complesso e facilmente suscettibile di critiche anche ambientaliste a noi che da sempre  poniamo al primo punto la salvaguardia dell’ambiente, oseremmo dire anche del costruito abusivo nell’ambito di un severo consenso, legittimato da istituzioni indiscusse ed a ciò proposte  quali le Soprintendenze ai Beni ambientali. Naturalmente , con un percorso di estrema rigidità ed irreversibilità  rispetto alla valutazione negativa di esteticizzazione da parte della Soprintendenza. La riduzione drastica delle volumetrie al fine della esteticizzazione è componente fondamentale della ipotesi.  Il Piano di Rinascita dell’Isola deve pertanto porre quale sua centralità e necessità il recupero e la riqualificazione delle risorse esistenti in uno con il  restauro della Biodiversità naturale, archeologica, storica, culturale, produttiva dell’Isola,  quale sua  strada maestra per il futuro. Ischia 04 febbr. 2010
Nicola Lamonica e Antonio D’Acunto del Manifesto per il Cambiamento

Last Updated on Tuesday, 09 February 2010 18:52
 
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