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LE SCUOLE ELEMENTARI NON SONO PIU' UN PORTO SICURO PER GLI INSEGNANTI PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Francesca Tamberlani   
Domenica 15 Ottobre 2006 12:37

Le scuole elementari non sono più un porto sicuro per gli insegnanti
Dalla parte delle maestre
Il corpo docente vittima della violenza di un giovanissimo scolaro

La storia di “Piccola Peste” risuona ancora nella mente di ognuno. L’inaudito scoppio d’ira dell’alunno della scuola elementare “Guglielmo Marconi” contro maestre, bidello e direttore, avvenuto il 26 settembre scorso, ha un che di spaventoso e inspiegabile. I suoi schiaffi e morsi ferini hanno provocato ferimenti e lesioni. Ancora se ne parla con amarezza nell’isola, si fanno ipotesi, ci si domanda come sia stato possibile.
L’ondata di sdegno, tuttavia, tra qualche giorno, dopo che l’eco della notizia si sarà affievolito e la memoria di tutti sarà di nuovo sgombra, si dissolverà. “Piccola Peste” e le sue malefatte finiranno nel dimenticatoio.
Solo le maestre aggredite non potranno cancellare il ricordo di quegli atti rabbiosi. Nemmeno il bidello che ha tentato di fermare la furia. E neanche il direttore esterrefatto e malmenato.
Tutti loro dovranno imparare a convivere col “demonietto” e a “gestire” il suo carattere difficile. Durante le lezioni, quando lui manifesterà l’intenzione di andarsene perché stufo e annoiato, dovranno stare attenti a non innervosirlo troppo o contraddirlo. Non si sa mai come potrebbe reagire. Adulti presi per il bavero da un bambino di 10 anni…
Mi metto nei panni della maestra di “Piccola Peste” e rabbrividisco. Come agire con lui? Accontentarlo sempre a scapito dell’equità e della giustizia? Rimproverarlo con il rischio di essere presa a morsi ancora una volta? Rimanere indifferente, sperando che lui si ravveda da solo e non attacchi nessuno?
Forse alle medie o alle superiori, gli insegnanti sono più avvezzi alla “strafottenza”, alle provocazioni di certi studenti e alle angherie dei bulletti. Forse, avendo a che fare con adolescenti, i docenti mettono in conto una dose di “rischio” e si preparano ad affrontarlo da subito. Ma una maestra delle elementari, non può aspettarsi che uno scolaro le si scagli contro con furore…
Immagino la sua delusione e il suo rammarico, la sua sensazione di impotenza. Immagino la paura che le stringe il petto e, insieme, il desiderio di aiutare quel bambino in difficoltà.
Per fortuna “Piccola Peste” è un caso isolato e, all’opposto, esistono tantissime “Piccole Perle” che regalano sorrisi e soddisfazioni anziché calci e spintoni. Esorto le insegnanti della “Guglielmo Marconi” a trovare in queste ultime la forza e gli stimoli per andare avanti.

 
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